Livatino: «Un eroe umile contro la mafia»

(articolo tratto da Avvenire.it)

«Un fortissimo senso della legalità, perseguita nel lavoro ma anche nella vita quotidiana: non accettare privilegi, non fare favori ai parenti e ai conoscenti che li chiedono. È questo un aspetto su cui si insiste molto, spesso intrecciato col valore, più tradizionale nel cattolicesimo, dell’inflessibilità, del senso del dovere. L’elemento nuovo non è dunque quello del rispetto delle regole, ma del rispetto delle regole dello Stato». È Rosario Livatino, il “giudice ragazzino” ucciso dai killer mafiosi il 21 settembre 1990, del quale è in corso il processo di beatificazione. 
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