Targa commemorativa al Tribunale di Palermo

13707662_1755736564641046_8246062674309439693_nInaugurata oggi, presso l’Aula Magna della Corte di Appello di Palermo, una targa commemorativa dei magistrati caduti in Italia per mano del terrorismo, della criminalità organizzata e nell’esercizio delle funzioni. Tra i nomi figura anche quello del Giudice Rosario Livatino.  L’iniziativa è stata promossa dall’Associazione Nazionale Magistrati (ANM), in occasione delle commemorazioni della strage di via D’Amelio, in cui persero la vita il Giudice Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta.

Napolitano ai magistrati: «Troppe esternazioni»

Il Presidente: no a incarichi politici inopportuni

ROMA – Davanti al Consiglio superiore della magistratura, di cui è presidente, il capo dello Stato apprezza «il clima di rasserenamento» generale sui temi della giustizia, elogia il ministro Severino che ha dato la priorità al dramma delle carceri, sprona il Parlamento a produrre «seri adeguamenti normativi» per la lotta contro la corruzione che ancora «turba i cittadini onesti chiamati oggi a grandi sacrifici e dunque sensibili al rigore di chiunque assolve pubbliche funzioni». Però, non manca di ricordare Giorgio Napolitano, occorre continuare a porre attenzione ai comportamenti di alcuni magistrati che «contribuiscono a disorientare i cittadini» in danno «di tantissimi magistrati» che, invece, esercitano i loro compiti con «competenza, sobrietà, spirito di sacrifico». Il presidente della Repubblica dice questo e molto altro nel suo intervento a Palazzo dei Marescialli. Il tema dell’ «immagine di terzietà che deve assistere ciascun magistrato» è comunque in cima ai suoi pensieri: «Mi riferisco in particolare alle esternazioni esorbitanti i criteri di misura, correttezza espositiva e riserbo, all’ inserimento nei provvedimenti giudiziari di riferimenti non necessari ai fini della motivazione e che spesso coinvolgono terzi estranei, all’ assunzione quando inopportuna di incarichi politici e alla riassunzione di funzioni giudiziarie dopo averli svolti o essersi dichiarati disposti a svolgerli».
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