La tomba di Rosario Livatino diventa patrimonio comunale

CANICATTI’. È stata acquisita al patrimonio indisponibile del Comune di Canicattì la cappella cimiteriale in cui sono conservate le spoglie mortali del giudice Rosario Livatino, ucciso dalla mafia il 21 settembre del 1990.
La decisione è stata adottata dall’amministrazione comunale con una dettagliata delibera nella quale sono specificate anche le motivazioni che hanno spinto ad adottare questo provvedimento. La cappella all’interno del cimitero comunale di Canicattì , dove sono sepolti oltre al giudice Rosario Livatino anche il padre Vincenzo e la madre Rosalia Corbo, verrà “trasformata” in cappella monumentale.
L’acquisizione della cappella al patrimonio indisponibile del Comune è stata resa possibile, come riportato anche nella delibera di Giunta, dal fatto che la famiglia Livatino – Corbo non ha eredi e successori aventi causa che hanno diritto all’utilizzo della cappella gentilizia. La cappella è stata riconosciuta avente interesse storico.

(tratto dal Giornale di Sicilia)

 

Settimana della Legalità in onore dei Giudici Saetta e Livatino

(ANSA) – CANICATTI’ (AGRIGENTO), 28 AGO – Si svolgerà anche quest’anno a Canicattì l’iniziativa la ”Settimana della Legalità Giudici Saetta Livatino”, organizzata dall’associazione d’impegno civico ed antimafia ”Tecnopolis” con la collaborazione dell’associazione culturale ”Amici del Giudice Livatino”. Per alcuni giorni tra settembre ed ottobre a Naro, Canicattì, Raffadali, Brolo e Messina, solo per citare alcune sedi, sarà ricordato il giudice Rosario Livatino ucciso dalla mafia il 21 settembre 1990 mentre si stava recando al lavoro ad Agrigento con la propria auto e senza scorta. A Canicattì saranno ricordati anche il presidente Antonino Saetta ed il figlio Stefano uccisi in un agguato il 25 settembre 1988. Momento clou delle iniziative il convegno del 23 settembre a Canicattì dedicato ai Testimoni di giustizia che cercherà di fare il punto e proporre un miglioramento della legislazione con la partecipazioni di magistrati, sindacalisti, avvocati e studiosi. Per Rosario Livatino è in corso la fase introduttiva del processo diocesano di Canonizzazione. Giovanni Paolo II il 9 maggio 1993 lo definì ”Martire della Giustizia e, indirettamente, della Fede”. (ANSA).