Al via campi di lavoro di Libera nel ricordo di Livatino

(ANSA) – PALERMO, 26 LUG – Sono arrivati in trenta, da ogni regione d’Italia, ”per seminare giustizia ed estirpare l’illegalità, lavorando sui terreni confiscati alle mafie”, spiegano. Sono i volontari di Libera, ragazzi dai 18 ai 30 anni che hanno aderito alla campagna ‘E!state liberi’ e che oggi, in provincia di Agrigento, sono al lavoro in contrada Gibbesi, nel Comune di Naro (Ag), sui terreni confiscati alla famiglia mafiosa Guarneri, di Canicattì. Ad avviare la procedura di confisca era stato il giudice Rosario Livatino, ucciso il 21 settembre del 1990, proprio in contrada Gasena, mentre stava andando in tribunale, senza scorta.

Ospiti del bene di contrada Robadao, hanno ripulito il terreno ed espiantato un vecchio vigneto presente sui 54 ettari dei 300 confiscati in totale. Poi un momento di riflessione e ricordo di Livatino, proprio in contrada Gasena, con il contributo di chi lo ha conosciuto e continua a diffonderne la testimonianza, come i volontari delle associazioni di Canicattì ”Tecnopolis” e ”Amici del giudice Rosario Angelo Livatino”.

”Le testimonianze antimafia sui luoghi simbolo del territorio proseguono con altre tappe – spiega Salvo Ciulla, referente di Libera ad Agrigento – come il passaggio a Realmonte (Ag), alla scogliera bianca di Scala dei turchi liberata da un ecomostro esistente da 25 anni. Una battaglia portata avanti da Legambiente insieme alla quale faremo gemellaggi e formazione congiunta con i loro volontari nei prossimi campi di lavoro”.

Poi ancora una tappa alla Valle dei templi, per ricordare l’anatema contro la mafia lanciato nel maggio del 1993 da papa Wojtyla ”e che incontro’ privatamente i genitori del giudice Livatino – aggiunge Ciulla – un momento propedeutico alla riflessione sul processo di beatificazione in corso del giudice”. E un impegno concreto, nel solco di quel ”non ci sarà chiesto se siamo stati credenti, ma credibili”, sostenuto dallo stesso Livatino. (ANSA)

(Articolo tratto da Ansa – Legalità)