“La testimonianza di Rosario Livatino”

Convegno in programma il prossimo 18 ottobre a Palermo
(Aula Magna della Facoltà di Giurisprudenza, ore 9.00) sul tema
Vita interiore e giustizia sociale. La testimonianza di Rosario Livatino“.
L’evento è promosso dall’Unione Giuristi Cattolici Italiani e dalla Cappellania Universitaria di Palermo.

I Vescovi di Sicilia citano Rosario Livatino

‹‹(…) Il riconoscimento del martirio di Don Giuseppe Puglisi, incommensurabile dono di grazia pertutta la Chiesa, così come l’esempio luminoso di Rosario Livatino e di altri testimoni, sanciscono la radicale inconciliabilità tra l’impegno per il Vangelo di Cristo ed ogni forma di potere mafioso. Sul suo esempio auspichiamo un “salto culturale” di tutta la società siciliana nel ripensare la propria convivenza civile, restituendo a ciascuna persona la dignità e la responsabilità di partecipare, soprattutto attraverso il lavoro, alla costruzione della casa comune, rigettando pericolose derive di disimpegno o di qualunquistica condanna delle colpe altrui per assolvere sempre le proprie (…)››.

Estratto dal documento “Amate la Giustizia, voi che governate sulla Terra”, riflessioni dei Vescovi di Sicilia sull’attuale situazione politica e sociale.

MAFIA: SCARPINATO, SU SAETTA E LIVATINO CERCARE MANDANTI

(ANSA) – CALTANISSETTA, 9 OTT – Il procuratore generale di Caltanissetta, Roberto Scarpinato, e’ tornato a chiedere, nel corso di un convegno in tribunale, di fare luce sui ”responsabili morali” degli omicidi dei colleghi Antonino Saetta e Rosario Livatino. Nell’incontro organizzato dal Centro di formazione permanente della Corte d’appello nissena, Scarpinato ha ricordato che ”non sarebbe fare loro giustizia se dovessimo fermarci solo alla sintesi processuale delle sentenze in cui sono indicati gli esecutori materiali e i mandanti mafiosi”. Per Scarpinato ”gli omicidi hanno visto un coinvolgimento piu’ ampio”, anche all’interno delle istituzioni e della magistratura. Saetta, insieme al figlio Stefano, e’ stato ucciso il 25 settembre 1988; Livatino il 21 settembre 1990. (ANSA).

I boss dovranno risarcire il Comune di Agrigento per danno d’immagine

Storica sentenza della Corte di Cassazione nel giorno del compleanno del giudice Rosario Livatino

AGRIGENTO – I boss mafiosi dovranno risarcire il comune di Agrigento per danno d’immagine. Lo ha deciso la Corte di Cassazione che ha condannato in via definitiva sette esponenti di spicco di Cosa nostra, tra cui l’ex reggente provinciale Giuseppe Falsone.  Nei processi in cui si è divisa l’operazione ”Camaleonte” il Comune, che si era costituito parte civile, ha già ottenuto complessivamente una provvisionale di quasi 100 mila euro, su un danno richiesto di 2,5 milioni che andrà liquidato in sede civile.
DANNO ESISTENZIALE. Secondo i Supremi giudici l’attività criminale ha avuto la conseguenza di estromettere, marginalizzare le attività sane e legali presenti nel territorio e ha anche impedito che nuove attività, proposte da imprenditori ”esterni”, potessero insediarsi e svilupparsi. Ciò con evidenti e conseguenti ricadute drammatiche sull’economia. In questo senso è stata riconosciuta, sia al Comune di Agrigento sia ai suoi cittadini la sussistenza di un danno esistenziale, ma ha anche riconosciuto il danno al Comune in quanto tale leso nella sua immagine, credibilità e prestigio.
SINDACO AGRIGENTO, “STORICA SENTENZA”. ”La sentenza della Cassazione, che riabilita l’immagine di Agrigento – ha commentato il sindaco Marco Zambuto – , premia la scelta del Comune di schierarsi a difesa dell’integrità della sua gente”. ”Con il riconoscimento del danno esistenziale – ha proseguito Zambuto – ci viene offerta una possibilità per riscattarci dai gravi danni che la mafia ha procurato al nostro territorio e alle sue attività imprenditoriali pulite, condizionando non soltanto il passato ma anche il nostro futuro”. Zambuto ha sottolineato anche una coincidenza: ”E’ emblematico che la notizia arrivi proprio nel giorno in cui si ricorda il 60esimo compleanno del giudice Rosario Livatino”.

(articolo tratto da www.tg1.rai.it/)

Auguri, Rosario!

Oggi, 3 ottobre, il Giudice Rosario Livatino avrebbe compiuto 60 anni.
Li festeggerà, questo è certo, insieme a papà Vincenzo e a mamma Rosalia, alla presenza dell’Altissimo e con uno stuolo di angeli a intonare inni celesti.