Napolitano ai magistrati: «Troppe esternazioni»

Il Presidente: no a incarichi politici inopportuni

ROMA – Davanti al Consiglio superiore della magistratura, di cui è presidente, il capo dello Stato apprezza «il clima di rasserenamento» generale sui temi della giustizia, elogia il ministro Severino che ha dato la priorità al dramma delle carceri, sprona il Parlamento a produrre «seri adeguamenti normativi» per la lotta contro la corruzione che ancora «turba i cittadini onesti chiamati oggi a grandi sacrifici e dunque sensibili al rigore di chiunque assolve pubbliche funzioni». Però, non manca di ricordare Giorgio Napolitano, occorre continuare a porre attenzione ai comportamenti di alcuni magistrati che «contribuiscono a disorientare i cittadini» in danno «di tantissimi magistrati» che, invece, esercitano i loro compiti con «competenza, sobrietà, spirito di sacrifico». Il presidente della Repubblica dice questo e molto altro nel suo intervento a Palazzo dei Marescialli. Il tema dell’ «immagine di terzietà che deve assistere ciascun magistrato» è comunque in cima ai suoi pensieri: «Mi riferisco in particolare alle esternazioni esorbitanti i criteri di misura, correttezza espositiva e riserbo, all’ inserimento nei provvedimenti giudiziari di riferimenti non necessari ai fini della motivazione e che spesso coinvolgono terzi estranei, all’ assunzione quando inopportuna di incarichi politici e alla riassunzione di funzioni giudiziarie dopo averli svolti o essersi dichiarati disposti a svolgerli».
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Tona: Giudice Livatino deve essere una guida per tutti

(ANSA) – CANICATTI’ (AGRIGENTO), 11 FEB – L’esempio professionale e umano del collega Rosario Livatino deve essere una guida per tutti, non necessariamente dei soli magistrati”. Lo ha detto Giovanbattista Tona, giudice a Caltanissetta e presidente della locale sezione dell’Associazione nazionale magistrati, intervenendo a Canicatti’ alla presentazione del libro ‘Non di pochi, ma di tanti. Riflessioni intorno alla giustizia’, contenente anche le due relazioni del giudice Rosario Angelo Livatino. Tona si e’ soffermato anche su ‘Fede e diritto nel pensiero di Rosario Livatino’, sottolineando che le modifiche alla giustizia dovrebbero essere fatte tenendo bene a mente quanto scritto nelle relazioni del collega ucciso dalla mafia il 21 settembre 1990. ”Le modifiche di un settore cosi’ delicato devono essere frutto – ha aggiunto – della piu’ ampia compartecipazione, visto che e’ un tema ‘non di pochi, ma di tanti”’. L’incontro era organizzato dalle associazioni ‘Amici del giudice Rosario Livatino’ e da ‘Tecnopolis’ di Canicatti’. (ANSA).