Al lavoro per farlo beato

Francesco Di Mare
La Sicilia dell'8 maggio 2010

 

La parola d'ordine è «basso profilo». La Chiesa di Sicilia e di Agrigento ha dato il via libera senza tanto clamore mediatico all'inizio del processo di canonizzazione del giudice Rosario Livatino, assassinato dalla mafia la mattina del 21 settembre 1990 in contrada Gasena, mentre si stava recando da Canicattì nel tribunale del capoluogo.
Da anni si parlava di come il «giudice ragazzino» stesse per salire i gradini che prima o poi lo porteranno agli onori degli altari. Mai però era avvenuta la conferma ufficiale sulla legittimità di questo percorso. Il nulla osta è scattato una quindicina di giorni fa, nientemeno che a Lampedusa. Lì si erano ritrovati tutti i vescovi di Sicilia, nel contesto dei periodici incontri della Cesi, la Conferenza episcopale di Sicilia, dove il «caso Livatino» è stato affrontato con attenzione.
Al termine, ecco la fumata bianca. Dopo molti anni di valutazioni più o meno scientifiche e ufficiali su documenti, testimonianze e altro, la Chiesa ha deciso di dare l'avvio al cammino che, da qui a qualche anno, potrebbe portare alla beatificazione del giudice, ammazzato da un commando di mafiosi. Cosa accadrà adesso? Fino ad oggi gli organismi ecclesiali si sono interrogati senza i crismi dell'ufficialità sul fatto che una figura come Livatino possa meritare la valutazione sulla propria beatitudine. Accertato che tutto questo ci può stare, adesso si passerà nelle sedi opportune all'analisi minuziosa di tutto quanto il materiale documentale e testimoniale che possa effettivamente rendere beata la figura del giudice.
Ovviamente le tappe di questo cammino saranno tante, sull'asse Agrigento – Città del Vaticano. In questo lasso di tempo verranno raccolti tutti quegli elementi indispensabili a «pesare» la reale consistenza della beatitudine di Livatino. Su tutti, un primo e unico «miracolo» che viene accreditato al giudice. Ma a conferma di come la «corsa» di Livatino cominci con il vento a favore, giunge un ulteriore elemento Nel prossimo ottobre, Papa Benedetto XVI sarà in Sicilia, a Palermo. In quella sede la figura del martire per la giustizia verrà posta innanzi al Santo Padre quale esempio di virtù spinte fino all'estremo sacrificio. Quasi una presentazione ufficiale.
L'inizio di un cammino al quale il papà di Livatino, Vincenzo morto pochi giorni fa a 93 anni teneva tanto, ma a cui non potrà assistere. Almeno da quaggiù.

 

E' morto il padre del Giudice Rosario Livatino

Si è spento ieri mattina, nella sua casa di Canicattì, il padre del giudice Rosario Livatino. Il dottor Vincenzo Livatino è deceduto all’età di 93 anni nell’abitazione di viale Regina Margherita, dopo una breve malattia. I funerali si sono svolti oggi pomeriggio nella chiesa di San Domenico di Canicattì, celebrati da Don Pietro Li Calzi. La salma è stata tumulata nella tomba di famiglia dove riposano la moglie Rosalia Corbo ed il figlio Rosario.
 

(Il servizio di TelePace Agrigento)