«La deontologia del giudice ha il suo criterio ispiratore nell’amore per la verità. Egli dunque deve essere innanzitutto convinto che la verità esiste. Occorre perciò cercarla con desiderio autentico di conoscerla, malgrado tutti gli inconvenienti che da tale conoscenza possano derivare. Bisogna resistere alla paura della verità, che a volte può nascere dal timore di urtare le persone. La verità, che è Cristo stesso (cfr Gv 8, 32 e 36), ci libera da ogni forma di compromesso con le menzogne interessate».

Giovanni Paolo II
29 gennaio 2005

(Dal discorso inaugurale dell’anno giudiziario del Tribunale ecclesiastico)